1) “Next 12 months”. Limitare lo showcase a ciò che uscirà sul mercato nei prossimi 12 mesi è stata una mossa coraggiosa, quanto necessaria. La grande domanda di queste settimane era stata in che modo Xbox avrebbe affrontato l’ultimo quarto dell’anno, come avrebbe colmato la voragine aperta con il rinvio di RedFall e Starfield. Adesso lo sappiamo, e sappiamo anche che alcune perle non arriveranno in tempo per finire sotto l’albero di Natale, ma giusto qualche mese dopo. Oltre a dotare la conferenza di un’insolita concretezza, la scelta ha evidenziato anche un concetto che pochi tengono a mente: nell’industria è sull’anno fiscale che si ragiona, bellezza, non sui mesi del Calendario di Frate Indovino.
2) Ogni medaglia ha il suo rovescio, è noto. La concretezza dei “prossimi 12 mesi” ha privato la conferenza di quei guizzi di fantasia che si possono provare solo trasportandosi nel medio/lungo periodo. E questa scelta, in quanto netta inversione di marcia rispetto al passato, non è stata subito capita da tutti, generando ondate di panico/disfattismo all’insegna del “è sparito [gioco x]“. Ma meglio così, io credo. L’importante è recepire il messaggio e gestirlo con razionalità: ciò che non c’è non significa necessariamente che abbia problemi o che sia stato rinnegato… significa solo che uscirà dopo giugno ’23.
3) Ciò che la tagliola dei 12 mesi ci ha senz’altro fatto capire è che alcuni progetti, da molti battezzati come imminenti, sono evidentemente molto più indietro nello sviluppo di quanto si pensasse. Penso ad esempio ad Awoved, oppure a Hellblade 2, che io stesso avevo immaginato come possibile “sostituto” di Starfield per il periodo natalizio di quest’anno. Sono indicazioni comunque importanti: la “regola dei 12 mesi” fornisce informazioni utili sia per capire cosa arriva, sia per capire cosa NON arriverà. Volevamo chiarezza e l’abbiamo avuta. Ma soprattutto: umano, ma errato mettersi a fare processi per ipotetiche scadenze su cui nessuno si era mai impegnato e che sono tutta farina del nostro sacco di pubblico. Ci si basa su discutibilissimi criteri spannometrici tipo “hanno già fatto vedere il gameplay“, oppure “ci stanno lavorando da quattro anni” per trarne previsioni e pianificazioni che non necessariamente (anzi) hanno un aggancio con la realtà… tutto bello e normale, però attenzione a non rinfacciare a chi lavora delle deadline che sono solo frutto delle nostre supposizioni, per quanto diffuse e magari pure ragionevoli.
4) A proposito di supposizioni. L’avevo previsto e ci ho preso, ma è davvero facile: succede ogni volta! Nonostante si passino le settimane e fare pronostici ed ipotesi, nello show poi ci si trova spiazzati da novità passate assolutamente al di fuori di qualsiasi radar e rumor. In questo Xbox è peraltro diventata particolarmente brava. Per me questo è stato uno dei punti di forza della conferenza: sono arrivati molti “rinforzi” di cui non si sospettava minimamente l’esistenza, e non pochi di questi in uscita nei prossimissimi mesi… a cominiciare da quel High On Life che credo sia stato giustamente uno dei rubacuori di questo showcase.
5) Alla luce di tutto ciò, mi ha stupito abbastanza non vedere Halo Infinite nello show, se non per la collaterale (ma ganza assai) aggiunta del Pelican in Flight Simulator. Corretto ed onesto non far passare per novità da hypare, quelle funzionalità promesse già al day-one e che sappiamo devono arrivare nei prossimi mesi, a cominciare dalla co-op. Ma, al netto di questi “recuperi”, un quasi-GaaS come Halo Infinite ha sempre detto di voler essere, non può permettersi di non avere iniezioni di contenuti sostanziosi per 12 mesi. E se ci saranno, come credo/spero, perché farle passare sotto silenzio? Gli altri GaaS di casa Microsoft, da Sea Of Thieves a Flight Simulator passando per Forza Horizon 5 hanno mostrato contenuti in calendario per i prossimi mesi… Halo Infinite manca (preoccupantemente) all’appello.
6) Chi invece all’appello a risposto presente, e con una bella vociona tonante, è stato Forza Motorsport, la cui importanza non può essere sottovalutata. Per quanto sappiamo che una fetta di utenti non sia minimamente interessata ad un racing game, per giunta con qualche aspirazione simulativa, è altrettanto vero che Forza è molto più di ciò.
Da sempre Forza è uno dei principali “benchmark” con cui Microsoft mette in mostra la potenza del proprio hardware e la propria capacità di fare innovazione. In questo ruolo di portabandiera di una piattaforma/generazione, quello che ha fatto vedere Forza Motorsport credo debba rallegrare tutti, anche chi se frega totalmente dei giochi di auto, perché forse per la prima volta si è visto qualcosa di palesamente, clamorosamente inimmaginabile sulle console precedenti: oggi sono “macchinine”… domani, chissà. E a proposito, se qualcuno ancora vuole andare avanti a raccontare che ForzaTech non sia un motore adatto a scenari open world, gli consiglierei caldamente di rivedersi per bene il materiale portato allo show dai due Forza.
7) E visto che poco sopra si trattava di Game as a Service, ribadisco un concetto per me fondamentale: ‘sti benedetti giochi “a servizio” sono centrali nella visione e nella proposta di Microsoft, e come tali vanno contati.
Perchè io vi vedo, voi, che quando dite “non esce niente di nuovo“, gli elicotteri in FlightSim non li contate, le nuove features di Sea of Thieves non le vedete, il DLC di Hot Wheels me lo bollate come copia&incolla del 3, eccetera eccetera. Capisco benissimo che non rapiscano l’immaginazione e che non pesino come un gioco nuovo, o addirittura una nuova IP. E va bene. Ma non facciamo arrivare il loro peso a… zero, perché in termini di investimento di risorse, impiego di talento e possibilità di divertimento offerte ai giocatori non è vero che pesano zero, anzi. E specialmente parlando di Xbox, pesare zero tutto questo fronte significa sottostimare in maniera clamorosa ed ingiusta lo sforzo industriale che c’è dietro.
8) Ve li ricordate quelli che non molti giorni fa, propagandavano la loro disdetta al GamePass? Non so cosa ne possano pensare adesso, perché per me una cosa è chiara: da questa conferenza il GamePass ne esce (ancora una volta?) da vero trionfatore. E non solo per la possibilità semplicemente CLA-MO-RO-SA di vedersi un’ora emmezza di conferenza da “aventi diritto” ai giochi, senza dover soppesare il fatto che ogni trailer che ci stuzzica implica un esborso di 70€, con conseguenti ripensamenti e sacrifici. Ma anche per quanto riguarda il lavoro fatto con le terze parti: da Atlus a Riot Games, per non parlare di accordi già annunciati ma di primissimo livello come quello per il prossimo A Plague’s Tale, ancora una volta il valore che entra nel GamePass, senza che peraltro si faccia il minimo accenno ad aumento di prezzo, è qualcosa che a me pare incredibile. Siccome so che molti storcono il naso a sentir parlare di League Of Legends, la solita raccomandazione: quando si valutano queste mosse, lasciamo un attimo da parte cosa interessa/piace a noi e valutiamole per il loro valore di mercato.
9) Per esempio, io non ho giocato mai mezzo Metal Gear e (ovviamente) non ho mai messo le mani su Death Strading, ma non mi sognerei di mettere in discussione la rilevanza di Hideo Kojima e la conseguente importanza dell’accordo che è stato comunicato in questa occasione. Vedremo il frutto di questo accordo presumo molto avanti nel tempo. Ma intanto possiamo fin da subito evitare le figuracce di certi Sonari che protestano per il “furto” del loro Kojima. Nel ricordare che Kojima non è di certo il loro, teniamo a mente che adesso non è che sia diventato “nostro”. Sono accordi progettuali che sarebbe bello vivere come tali, e non come scelte di campo, dichirazioni di appartenza o d’amore, e così via delirando.
10) Posso concedermi, in conclusione, una riflessione finale (quasi) da fan-boy? A monte di tutto, complimenti a Xbox per il coraggio e l’impegno profusi nel mettere in piedi un evento di questo tipo. Stiamo vivendo un periodo in cui molti publisher di primo piano giocano a nascondino e le piattaforme concorrenti possiamo ben dire si limitino al compitino di qualche occasionale raccolta di trailer. Tanto di cappello a Microsoft per avere prodotto uno show di questo calibro (e durata), anche per quello che significa a livello di comunicazione: salire su un palco significa certo avere un punto privilegiato da cui parlare, ma anche esporsi allo scrutinio della platea… e sappiamo bene che per qualche ragione i fucili su Microsoft sono sempre puntati e pronti a sparare. Per cui, davvero, GG.
