UN DEBUTTO ORMAI LONTANO…
Sono passati più di dieci anni da quando la serie Borderlands fece il suo esordio sulla scena videoludica, come nuova IP totalmente inedita. Risale infatti all’ottobre 2009 la pubblicazione dell’episodio capostipite, sviluppato per Xbox 360 e concepito come un (allora) inedito mix tra first-person-shooter e role-playing game da Randy Pitchford, fondatore e principale “condottiero” di Gearbox Software. Fino a quel momento lo studio basato in Texas era noto specialmente per Brothers In Arms, serie bellica di grande successo, di cui alcuni episodi uscirono nella prima metà degli anni 2000 sia per la prima Xbox, sia per Xbox 360.

Alla sua uscita Borderlands fece molto rumore, sia per questa innovativa iniezione di elementi RPG (classi di personaggi, skill-tree sbloccabili, ecc…) nelle meccaniche di uno shooter in prima persona, sia per la particolarissima grafica in stile “pseudo cel-shading“, scelta adottata quasi all’ultimo momento per differenziare maggiormente il gioco da Fallout 3, titolo che nel frattempo aveva occupato la scena con un approccio abbastanza simile, anche se sbilanciato più verso la componente RPG.
La versione per Xbox 360 di Borderlands è giocabile su Xbox One, grazie alla retrocompatibilità ed è stata regalata nei “Games With Gold” a marzo 2016.

Il successo di pubblico e critica riscosso da Borderlands andò oltre le più rosee previsioni, aprendo la via ad uno sfruttamento a lungo termine della IP. Prima di avventurarsi in nuovi episodi, Gearbox fornì un supporto convinto e continuativo al proprio gioco, si potrebbe dire in coerenza con l’impronta RPG data alla propria creatura: nel corso dei mesi successivi uscirono ben quattro corpose espansioni, riunite infine insieme al gioco-base in una edizione “Game Of The Year“.

L’identico formato “G.O.T.Y” sarà poi riutilizzato nel 2019 da Gearbox per proporre l’edizione rimasterizzata del proprio successo per Xbox One. Questa riedizione consente ai giocatori di importare i propri personaggi sviluppati sulla versione per xbox 360 e propone la medesima combinazione con gioco-base più i quattro DLC. E’ difficile stabilire se di questa riedizione ci fosse davvero bisogno, anche se va detto che non contiene soltanto un adeguamento della grafica, ma anche miglioramenti al gameplay ripresi dai giochi successivi della serie: di sicuro rappresenta oggi il migliore punto di accesso per chi volesse avvicinarsi per la prima volta al mondo di Borderlands.

BORDERLANDS 2
Nel settembre del 2012, per la gioia dei molti in trepidante attesa, esce finalmente Borderlands 2. Se con il primo titolo Gearbox aveva proceduto con qualche cautela, visti i molti elementi sperimentali di questa nuova IP, Borderlands 2 si presenta in tutto e per tutto come un titolo tripla-A, a cominciare dalla vastità del mondo di gioco e dalla durata della campagna, nettamente incrementate rispetto al primo episodio. Le meccaniche di gioco e il mix tra FPS e GDR che ha fatto la fortuna del primo episodio restano per lo più invariate, salvo qualche ritocco ed evoluzione.
Il respiro da block-buster di questa nuova uscita si nota anche nella ricchezza dei contenuti aggiuntivi pubblicati a supporto del titolo: insieme alle ormai canoniche quattro espansioni principali, arrivano nel corso del tempo anche pacchetti “minori” con nuovi personaggi, nuove missioni e nuovi ambienti: questi contenuti vengono poi radunati anche in quest’occasione in una edizione “Game Of The Year”, messa sul mercato circa un anno dopo il debutto del gioco.
Borderlands 2 per Xbox 360 è retrocompatibile ed è stato regalato nei Games With Gold a marzo 2017.

THE PRE-SEQUEL !?!?
L’edizione G.O.T.Y. di Borderlands 2 esce quindi poche settimane prima del debutto di Xbox One, ma Gearbox affronta il passaggio generazionale con tutta calma e pare quasi riluttante nell’abbandonare Xbox 360: a fine 2014, quindi con la nuova generazione di console oramai consolidata, Borderlands: The Pre-Sequel viene infatti pubblicato soltanto per la vecchia generazione, con l’intento di mantenere una sorta di “omogeneità generazionale” fra tre titoli strettamente connessi sia a livello di universo narrativo, che di gameplay.
Anche questo episodio si dimostra fedele alla formula consolidata (“squadra che vince non si cambia” !) e viene abilmente sfruttato per rafforzare una lore sempre più ricca ed affascinante, fornendo un collegamento tra gli eventi del primo episodio e quelli del secondo. Rimane però un titolo che molti giudicano “minore”, quasi un maxi-DLC di Borderlands 2, anche in considerazione del fatto che non è Gearbox a seguirne lo sviluppo, per la gran parte affidato a 2K Australia, studio chiuso poco tempo dopo.
Borderlands: The Pre-Sequel riceverà anch’esso contenuti aggiuntivi (tra cui Holodrome, una rivisitazione in chiave borderlands del concept PvE tipo “Orda”), ma non ne verrà mai pubblicata una versione G.O.T.Y.
Vale senz’altro la pena di segnalare che a tutt’oggi il gioco non è retrocompatibile.

TALES FROM THE BORDERLANDS
Giusto in tempo per le feste natalizie del 2014, arriva sul mercato un sorprendente contributo alla saga di Borderlands: Telltale Games fornisce infatti la propria interpretazione del mondo di Pandora, ambientandovi una delle sue classiche avventure punta-e-clicca ad episodi: Tales From The Borderlands esce per tutte le piattaforme ed è quindi paradossalmente questo il primo arrivo della IP sulle console di “nuova” generazione, PS4 e XBox One.
Il gioco, pur soffrendo di un motore ormai col fiato corto, propone una narrazione di primissima qualità, considerata “canonica” (cioè coerente con l’universo narrativo instaurato dai giochi ufficiali) dalla stessa Gearbox ed ambientata dopo la fine di Borderlands 2 e prima degli eventi di Borderlands 3, al punto che Gearbox farà uscire a sorpresa nel 2019 un nuovo DLC per Borderlands 2, Commander Lilith and the Fight for Sanctuary, per meglio integrare gli eventi qui narrati con Borderlands 3, che sarebbe uscito di lì a pochi mesi.
La versione per Xbox One di Tales from the Borderlands è stata regalata nei Games With Gold a novembre 2017.

LA HANDSOME COLLECTION
Avere insistito così a lungo sullo sviluppo per Xbox 360 finisce per mettere Gearbox in una situazione complicata: la vastissima platea dei fans chiede a gran voce di poter girovagare per Pandora anche sulle nuove console, ma naturalmente i tempi per realizzare qualcosa di nuovo all’altezza delle aspettative sono considerevoli.
Si ripiega così sul filone dei remaster, ma con una scelta alquanto bizzarra Gearbox decide di “saltare” il primo episodio della saga, proponendo nella primavera del 2015 la “Handsome Collection” contenente le versioni rimasterizzate (e con 4K HDR per Xbox One X) di Borderlands 2 e Borderlands The Pre-Sequel.
La parabola di Handsome Jack (da cui il doppio senso del titolo di questa collection) agisce da filo conduttore di questi due episodi: pur trovandoci al cospetto di uno dei più riusciti e carismatici “evil” del panorama videoludico, resta la sensazione che giocare questi due episodi senza aver fatto l’esperienza del primo non renda un giusto servizio alla saga.
Entrambi i giochi della Handsome Collection sono completi dei rispettivi DLC e non sono peraltro disponibili singolarmente: l’unico modo per giocare su Xbox One uno dei due titoli è attraverso questo bundle.

LA CHIUSURA DEL CERCHIO
Arriviamo così al 2019 ed alla già citata pubblicazione della remaster del primo episodio: si chiude quindi il cerchio attraverso un curioso percorso “al contrario”. L’ edizione per Xbox One di Borderlands esce congiuntamente all’annuncio di Borderlands 3, che arriva sul mercato nell’autunno dello stesso anno.
Borderlands 3 continua sul solco già tracciato: non ci sono sconvolgimenti al gameplay o al tono generale della serie, quanto piuttosto un lavoro di affinamento: piccoli miglioramenti ed innovazioni, che però alla fine si fanno sentire. Come prevedibile, sono già numerosi i contenuti aggiuntivi per il gioco, e altri ne arriveranno: difficile al momento dire se ci sarà anche per questo capitolo una edizione G.O.T.Y oppure no, staremo a vedere!

